Allattamento al seno cibi da evitare ed eventuali infiammazioni

Allattamento al seno: cibi da evitare ed eventuali infiammazioni mammarie

Per una madre al primo figlio, l’esperienza dell’allattamento al seno porta con sé tante emozioni diverse e altrettanti domande o incertezze. Per la maggior parte i dubbi riguardano la dieta più giusta da seguire e come affrontare le problematiche più comuni come la mastite e le ragadi al seno.

Allattamento al seno e cibi da evitare

In generale, una madre che allatta dovrebbe concentrarsi su una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre, e bere molta acqua per garantire una buona produzione di latte materno.

La maggior parte dei medici però concorda su alcuni alimenti che possono causare problemi digestivi o allergie nel bambino e che dovrebbero essere evitati o limitati durante l’allattamento:

  • Gli alimenti piccanti e speziati: possono irritare il tratto gastrointestinale del bambino e causare dolore addominale, nausea e diarrea.
  • Alimenti contenenti caffeina: come il caffè, il tè e le bibite gassate, le quali possono causare irritabilità e problemi di sonno nel bambino.
  • L’alcol: dovrebbe essere evitato completamente in questa fase, in quanto può passare nel latte materno e causare sonnolenza, irritabilità, problemi di sonno e interferire con lo sviluppo del bambino.
  • Alimenti contenenti allergeni comuni: come noci, frutti di mare, soia e uova perché possono causare reazioni allergiche nel piccolo, se ha una predisposizione. Quindi durante l’allattamento la madre dovrebbe essere attenta a eventuali segni d’intolleranza, come eruzioni cutanee, vomito, diarrea o difficoltà respiratorie.
  • Alimenti ad alto contenuto di zucchero: come dolci, biscotti e altre caramelle, dovrebbero essere limitati in quanto possono causare un aumento di peso e problemi di salute a lungo termine nel bambino.
  • Alimenti altamente processati: che possono contenere additivi e sostanze chimiche dannose per il piccolo.

Naturalmente è sempre meglio consultare un medico o un nutrizionista esperto.

Allattamento al seno oltre ai cibi da evitare, le infiammazioni mammarie

L’allattamento al seno è indubbiamente un’esperienza unica che da il via alla relazione imprescindibile fra madre e figlio. E’ una comunicazione tattile, gustativa, olfattiva, termica, visiva, motoria (il tipico dondolio) viscerale e sta all’origine della costruzione della mente neonatale.

Però questa bellissima fase può essere resa problematica da infiammazioni alle ghiandole mammarie: le più comuni sono la mastite e le ragadi al seno.

Come si presenta la mastite?

Come un’infiammazione del tessuto ghiandolare del seno, che può causare:

  • dolore acuto o persistente;
  • gonfiore o ingrossamento del seno;
  • arrossamento, rossore della zona;
  • sensazione di calore o bruciore al seno;
  • febbre e brividi;
  • stanchezza o affaticamento;
  • presenza di un nodulo o di un’area indurita nel seno.

Se hai uno o più di questi sintomi dovresti consultare il tuo medico o un professionista sanitario per una valutazione accurata.

La mastite è più comune nelle donne che allattano al seno, ma può anche verificarsi in donne che non allattano. Può essere prevenuta:

  • mantenendo una buona igiene del seno e dei capezzoli;
  • allattando il bambino regolarmente ed evitando l’accumulo di latte nel seno;
  • trattando rapidamente i capezzoli irritati o screpolati;
  • mantenendo una dieta sana ed equilibrata.

Può essere causata da:

  • batteri che entrano nel seno attraverso i capezzoli, soprattutto quando i capezzoli sono screpolati o irritati;
  • una produzione eccessiva di latte, che può causare ingorgo mammario e quindi infiammare;
  • stress, fatica, una dieta poco salutare o da un sistema immunitario debole;

Infine può essere curata con:

  • l’uso di antibiotici per combattere l’infezione batterica, il riposo e il sollievo del dolore con l’uso di analgesici;
  • può essere utile applicare anche calore umido sul seno per alleviare il dolore e migliorare la circolazione sanguigna nella zona interessata;
  • in alcuni casi è necessario drenare l’accumulo di pus o liquido dal seno.

Cosa sono le ragadi al seno?

Sono comuni tra le donne che allattano al seno, in particolare nelle prime settimane dopo la nascita del bambino e si presentano come piccole crepe o lesioni sulla pelle del capezzolo o dell’areola (la zona pigmentata intorno ad esso).

La causa principale delle ragadi al seno è una scorretta posizione durante l’allattamento o l’uso di un attacco errato. Infatti se il bambino non è posizionato correttamente il capezzolo può essere stretto, schiacciato o tirato, causando lesioni alla pelle e alle fibre del seno.

Ecco alcuni sintomi:

  • Dolore durante l’allattamento che può aumentare man mano che il bambino succhia il latte dal seno;
  • Sensazione di bruciore o prurito: alcune donne con ragadi al seno possono sperimentare una sensazione di bruciore o prurito al capezzolo o all’areola;
  • Sanguinamento che può essere visibile direttamente sul capezzolo o sul reggiseno;
  • Pelle secca, screpolata o desquamata intorno al capezzolo;
  • Formazione di croste che possono essere dolorose e pruriginose.

Le ragadi al seno possono essere curate con diversi metodi a seconda della gravità del problema. Ecco alcuni suggerimenti:

  1. Correggere la posizione dell’allattamento: riduce la pressione sul capezzolo e previene la comparsa di ragadi. Assicurarsi che la bocca del bambino copra il capezzolo e gran parte dell’areola, in modo che possa succhiare il latte correttamente;
  2. Utilizzare un attacco del seno corretto: adeguato alla forma e alla dimensione dello stesso. In questo modo, il bambino può prendere il latte in modo efficace senza creare pressione o attrito;
  3. Applicare una crema o pomata per le ragadi: alcune possono aiutare a lenire il dolore e a favorire la guarigione. Chiedere sempre consiglio al proprio medico o consulente dell’allattamento per scegliere il prodotto più adatto;
  4. Comprimere il seno: può ridurre il dolore e promuovere la guarigione. Prima dell’allattamento utilizzare un panno caldo o un cuscinetto termico sulla zona interessata. Aiuta a stimolare la circolazione sanguigna e ridurre l’infiammazione;
  5. Usare tè o estratti naturali: alcune donne trovano sollievo dalle ragadi al seno utilizzando tè o estratti naturali come camomilla, calendula o olio di cocco. Tuttavia, è importante verificare con il medico o il consulente dell’allattamento prima di utilizzare qualsiasi prodotto naturale;
  6. In alcuni casi, se le ragadi al seno persistono o peggiorano nonostante questi rimedi casalinghi, potrebbe essere necessario utilizzare un farmaco o un antibiotico.