I maltrattamenti in famiglia e la violenza assistita sono esperienze gravi che colpiscono molte persone in tutto il mondo, indipendentemente dall’età, dal genere, dall’etnia o dallo status socio-economico. Si tratta di abusi che possono manifestarsi in vari modi come: la violenza fisica, sessuale, psicologica o economica, perpetrata da un partner intimo o da un familiare.
La violenza domestica
Dagli ultimi dati emersi dalle ricerche Istat emerge che 13,6% delle donne (2 milioni 800 mila) ha subìto violenze fisiche o sessuali da partner o ex partner. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da:
- compagni (nel 62,7% dei casi);
- parenti (nel 3,6%);
- amici (nel 9,4%).
Anche le violenze fisiche (come gli schiaffi, i calci, i pugni e i morsi) sono per la maggior parte opera dei partner o ex. Si evince che la maggior parte di questi episodi si svolgono appunto entro le mura domestiche.
I maltrattamenti in famiglia possono avere gravi conseguenze sulla salute fisica e mentale delle vittime, con effetti a lungo termine sulla loro capacità di relazionarsi con gli altri e di godere di una vita felice e soddisfacente.
Infatti possono sperimentare depressione, ansia, disturbi alimentari, disturbi del sonno e altri problemi di salute mentale, oltre a subire ferite fisiche e lesioni che richiedono cure mediche.
Sono molti i fattori che possono contribuire alla violenza, tra cui il controllo, la gelosia, la mancanza di rispetto e la rabbia. In alcuni casi, l’abuso può essere il risultato di problemi di alcolismo o di dipendenza da droghe da parte dell’aggressore. Tuttavia, la violenza è sempre inaccettabile e deve essere affrontata con fermezza.
Maltrattamenti in famiglia e violenza assistita
La violenza assistita, nello specifico, si riferisce a qualsiasi tipo di abuso o trascuratezza che viene perpetrato contro una persona che dipende da altri per la propria cura e assistenza. Questa forma di abuso può verificarsi in diversi contesti, come in casa, in una struttura di cura o assistenza sanitaria, in un ospizio o in una casa di riposo.
Le vittime possono essere:
- anziani;
- malati;
- disabili fisici o mentali;
- bambini o qualsiasi altra persona che appunto abbia bisogno di assistenza e cura.
Questo tipo di violenza può assumere diverse forme, tra cui quella fisica, psicologica, sessuale, economica e di trascuratezza.
L’abuso fisico può includere:
- colpi;
- strattonamenti;
- scottature;
- costrizione fisica o l’uso di farmaci o restrizioni inappropriati.
L’abuso psicologico può includere:
- intimidazioni;
- minacce;
- umiliazioni;
- isolamento sociale;
- controllo eccessivo.
La violenza economica può includere:
- il furto;
- la truffa;
- la coercizione finanziaria o l’uso improprio di beni o risorse.
La violenza assistita può avere quindi conseguenze gravi e durature sulla salute e il benessere delle vittime:
- rischio di lesioni fisiche;
- trauma psicologico;
- depressione;
- ansia;
- isolamento sociale;
- perdita di autostima;
- problemi di salute mentale.
Esistono diverse risorse disponibili per le vittime di violenza, come rifugi, servizi di consulenza e linee telefoniche di aiuto. Tuttavia, la prevenzione è la chiave per porre fine a questo tipo di maltrattamento.
Infatti per prevenire questi maltrattamenti è importante educare il pubblico su queste diverse forme di violenza. Bisogna fornire formazione adeguata nelle scuole, agli operatori sanitari e ai servizi sociali, promuovere l’empowerment delle vittime e dei loro caregiver. Inoltre è necessario incoraggiare la segnalazione tempestiva di abusi e garantire l’accesso a servizi di supporto adeguati per le vittime.
Articolo 572 de Codice Penale
Questo articolo inscrive i maltrattamenti in famiglia nella lista dei reati, posti a tutela del legame giuridico. In particolare di quelli che intercorrono fra persone che appartengono alla stessa famiglia o hanno un vincolo simile, nei confronti del soggetto passivo.
Importante specificare che il rapporto di convivenza non è requisito essenziale, purché vi sia affidamento reciproco.
La pena riservata a questo tipo di reati aumenta se il fatto è commesso in presenza o ai danni:
- di un minore;
- di donna in stato di gravidanza;
- di persona con disabilità.
La sanzione poi è ulteriormente aumentata se dall’abuso deriva una lesione personale o la morte della vittima.
Importante sottolineare che un minore di diciotto anni che assiste ai maltrattamenti è considerato persona offesa dal reato stesso.
Infine la pena prevista per il reato di maltrattamenti in famiglia è la reclusione da tre a sette anni. Nel frattempo durante le indagini preliminari, il Pubblico Ministero può richiedere anche una misura cautelare. Con lo scopo d’impedire possibili contatti tra l’autore del reato e la persona o le persone offese.


