Neuropsicologia Alzheimer e il test dei soldi

Neuropsicologia: l’Alzheimer e il test dei soldi

La neuropsicologia è la branca della psicologia che si occupa dello studio delle relazioni tra il cervello e il comportamento. In particolare, la neuropsicologia si concentra sull’analisi delle funzioni cognitive e comportamentali, quali:

  • la percezione;
  • l’attenzione;
  • la memoria;
  • il linguaggio;
  • l’elaborazione visuo-spaziale;
  • la pianificazione;
  • la presa di decisioni;
  • il ragionamento;
  • le emozioni.

Tutto ciò per comprendere come queste funzioni sono influenzate da lesioni cerebrali, malattie neurologiche e altre disfunzioni del sistema nervoso.

Neuropsicologia e Alzheimer

I neuropsicologi valutano appunto i pazienti mediante test e altre procedure, al fine di determinare la natura e l’entità delle disfunzioni cognitive e comportamentali. Utilizzano poi queste informazioni per sviluppare programmi di trattamento individualizzati per aiutare i pazienti a recuperare le funzioni perse o a imparare nuove strategie di adattamento.

Ovviamente questi test contribuiscono anche alla ricerca su varie patologie e disturbi neurologici, come il morbo di Alzheimer, l’ictus, la sclerosi multipla, il Parkinson, la demenza e la lesione cerebrale traumatica.

L’Alzheimer in particolare è una malattia neurodegenerativa progressiva e irreversibile che colpisce il cervello, causando un graduale declino cognitivo e comportamentale. Questa è la forma più comune di demenza, che colpisce principalmente le persone anziane.

La causa esatta della malattia di Alzheimer non è ancora completamente compresa, ma si ritiene che sia causata da una combinazione di fattori genetici e ambientali. Ultimamente persino l’attore Chris Hemsworth, che interpreta il supereroe della Marvel “Thor” ha scoperto di essere a rischio, grazie ad un test genetico.

Le persone con Alzheimer presentano una perdita progressiva delle cellule cerebrali, in particolare nelle regioni del cervello che controllano la memoria, il pensiero, la lingua e il comportamento.

I sintomi possono includere:

  • la perdita di memoria a breve termine;
  • difficoltà a svolgere attività quotidiane;
  • confusione mentale;
  • difficoltà a comunicare;
  • comportamenti insoliti;
  • perdita di giudizio;
  • cambiamenti di personalità.

Purtroppo non esiste ancora una cura per l’Alzheimer, ma ci sono trattamenti che possono aiutare a rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità della vita delle persone affette.

Il test dei soldi sperimentato in Italia

E’ stata la Dottoressa Francesca Burgio, alla direzione del Servizio di Neuropsicologia dell’Istituto San Camillo di Venezia, a sperimentarlo. Il test NADL-F è capace di anticipare, scoprire e misurare i primi segni di demenza.

La demenza non è sempre legata all’età avanzata, poiché a volte un ictus può privarci della capacità di comprendere il valore dei soldi, anche se fino al giorno prima eravamo abili nella gestione finanziaria.

Partendo dall’esempio di una donna anziana che alla cassa del supermercato, porge il borsellino chiedendo all’addetta di aiutarla, la Burgio ha esplorato il tema dell’autonomia nella gestione dei soldi. Quest’ultima infatti rappresenta una sfera fondamentale della vita quotidiana.

Il test vero e proprio inizia con attività di base come il riconoscimento delle taglie di banconote e monete, per poi progredire al conteggio e alla capacità di valutare correttamente il prezzo degli oggetti in vendita. Successivamente, si affrontano concetti più avanzati come l’IBAN e si conclude con la valutazione della capacità del paziente di discernere la veridicità di una situazione o di una storia.

La buona notizia è che sia il test che il pacchetto riabilitazione sono stati finanziati dal Ministero della Salute. Per informazioni sul progetto, ci si può rivolgere direttamente all’Istituto San Camillo di Venezia.